OLIMPIADI DI PARIGI 1900
Negli intenti di De Coubertin l'edizione parigina dei Giochi sarebbe dovuta essere quella che avrebbe dato il lancio definitivo alle Olimpiadi.
Ma nel 1900 a Parigi, contemporaneamente ai Giochi, si svolge anche la 3° Esposizione Universale, e le Olimpiadi ne vengono inghiottite. Il commissario generale dell'Esposizione Alfred Picart e il presidente della Francia Emile Loubert non si preoccuparono minimamente dei Giochi e così, de Coubertin deve amaramente constatare che, alla vigilia dell'inizio delle gare, delle strutture previste non c'è assolutamente niente. Le Olimpiadi finiscono per essere disputate in campi di gara improvvisati e si protraggono per oltre cinque mesi.
Inoltre sono inserite nel programma una moltitudine di gare che di olimpico hanno ben poco, come le gare di aquiloni, il tiro al piccione vivo ecc. Spesso le gare vengono spostate negli interessi dell'Esposizione senza neanche avvertire gli atleti. Tutto questo si tramuta in un colpo durissimo per le Olimpiadi e per de Coubertin in particolare, tradito dalla sua patria.
Atletica a stelle e strisce
Le gare di atletica vengono ospitate dalla pista ippica del Bois de Boulogne, ricca di piante dove immancabilmente finiscono gli attrezzi delle gare di lanci. I grandi mattatori sono ancora due americani: Alvin Christian Kraenzlein e Raymond Clarence Ewry. Kraenzlein, di origine tedesca vince quattro ori individuali, un record ineguagliato e forse ineguagliabile, vista la grande specializzazione dell'atletica moderna. Suoi sono i 60 metri, i 110 e 200 ostacoli e il salto in lungo. Più particolare la storia di Ewry, che si guadagna il nome di "rana umana". Colpito dalla poliomielite, fu giudicato inguaribile dai medici. Grazie al suo coraggio e alla sua volontà riesce invece a guarire e a diventare una figura mitica dello sport di quegli anni. A Parigi intanto vince 3 ori nei salti da fermo (triplo, alto e lungo), ma la sua avventura olimpica è solo all'inizio.
Olimpiadi e religione
Un fatto che caratterizza le Olimpiadi di Parigi è il ritiro di molti atleti dalle gare domenicali per motivi religiosi.
Accade così che nel salto con l'asta l'americano Irving Baxter vinca per...mancanza di avversari. Lo stesso atleta vince anche nel salto in alto, grazie anche alla rinuncia dei due avversari più pericolosi, i connazionali Carroll e Remington. Baxter, che nei salti da fermo conquista tre medaglie d'argento sempre dietro alla "rana umana" Ewry, diventa così l'atleta plurimedagliato dei Giochi. Anche il già citato Kraenzlein è protagonista, suo malgrado, di un caso curioso. Nelle qualificazioni del salto in lungo viene superato dal connazionale Myer Prinstein. Quest'ultimo, però, decide di non partecipare alla finale domenicale, e Kraenzlein si trova così la strada spianata. Dopo la gara, però, il vincitore viene aggredito da Prinstein, che il giorno dopo si rifarà vincendo il salto triplo.
Risultati poco olimpici
La maratona delle Olimpiadi parigine resta legata al ricordo di un probabile imbroglio per favorire l'atleta di casa. Accade questo: fin dall'inizio il favoritissimo americano Arthur Newton prende il comando del gruppo e presto resta solo in testa. Arrivato al traguardo, con sua grande sorpresa, scopre che ben quattro atleti sono già arrivati prima di lui. Sul tracciato i controlli sono pressoché inesistenti ed appare molto probabile che i quattro abbiano trovato qualche scorciatoia. Il reclamo del povero Newton viene però respinto e l'oro va così all'atleta di casa Michel Theato. Altri episodi incresciosi si verificano nella finale del rugby, che si trasforma in una rissa tra tedeschi e francesi (cui andrà la medaglia d'oro), così come avvenne nella semifinale della pallanuoto tra Francia e Gran Bretagna.
La Senna come piscina
Alla mancanza di un impianto idoneo per il nuotò si sopperisce recintando un tratto della Senna. Si gareggia con la corrente a favore, cosa che permette di ottenere tempi eccezionali. Gli atleti di maggior spicco sono l'australiano Frederick Lane e l'inglese John Jarvis, che vincono due medaglie d'oro a testa. Grande risalto anche al tedesco Hopenberger, non solo per la sua vittoria nei 200 dorso, ma soprattutto perché all'arrivo rischia di inghiottire la dentiera e di affogare!
Arrivano le donne e l'Italia
Una delle poche note positive delle Olimpiadi di Parigi è senz'altro l'ingresso, anche se in misura molto ridotta, delle donne, nonostante il parere assolutamente contrario di de Coubertin. Si disputano due gare: il tennis e il golf, vinte rispettivamente dall'inglese Charlotte Cooper e dall'americana Margaret Abbott. L'Italia, che è presente con 11 atleti (solo uomini) riesce a conquistare le sue prime medaglie, un oro e un argento entrambe con il conte Gian Giorgio Trissino Graf. In sella al cavallo Oreste, Trissino vince la prova di salto in alto dell'equitazione ed è secondo in quella di salto in lungo. Le Olimpiadi vanno in archivio il 28 ottobre con un completo fiasco: non si celebra neanche la cerimonia di chiusura, del resto neanche quella d'inaugurazione era andata in scena. Nonostante crescano in maniera considerevole le nazioni partecipanti (26) e gli atleti iscritti (difficile parlare di cifre precise, all'incirca un migliaio) e le prestazioni tecniche siano ovunque in progresso rispetto ad Atene, non si può non pensare che più che di Olimpiadi si è trattato di un'interminabile serie di baracconate, inframezzate da gare disputate su campi di gara impropri e nella più totale disorganizzazione.
Ultimo aggiornamento (Sabato 20 Marzo 2010 09:31)

