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I più bei gol della storia della Serie A

Sovente il calcio può sconfinare nella poesia, esattamente quando tecnica e gesto atletico si sublimano trasformando in meraviglia quello che è lo scopo essenziale del gioco, ovvero far superare alla palla la linea della porta avversaria. Quando un gol è in grado di lasciare a bocca aperta, si va oltre i confini del tifo e non rimane che applaudire e – per fortuna – spesso in Italia abbiamo potuto assistere a momenti del genere. Ecco quali sono i più bei gol della storia della Serie A.

Quando si parla di “tacco di Mancini” il pensiero corre subito a Parma-Lazio del 1999: corner per i biancocelesti, pallone in mezzo, Roberto Mancini si trova spalle alla porta ma non ci pensa due volte, colpo di tacco “no-look” al volo e palla sotto la traversa. Gol memorabile e indimenticabile, che illuminò quella fredda notte di gennaio. Di gol bellissimi Francesco Totti ne ha regalati parecchi, ma forse il più bello in assoluto rimane quello realizzato a Genova contro la Sampdoria. Il lancio di Cassetti è una semplice apertura per allargare il gioco, ma Totti lo trasforma in magia.

Quasi al limite corto dell’area, da posizione molto defilata: il cross sembrerebbe la cosa più sensata da fare, ma il “Pupone” scaglia un sinistro al volo che va ad infilarsi in rete accarezzando il palo opposto, una perla balistica da rivedere decine di volte per poterla apprezzare in ogni dettaglio. Di magie se ne intende eccome anche Roberto Baggio, non a caso ribattezzato “Divin codino”. Difficile scegliere all’interno della collezione di magie che Baggio ha regalato alla Serie, ma forse il suo capolavoro assoluto è quello realizzato a Udine con la maglia della Juventus nella stagione 1993-1994.

Il numero 10 bianconero ruba palla sulla trequarti e si sposta verso sinistra, mette a sedere un avversario per accentrarsi ed entrare in area, salta in corsa un difensore intervenuto in scivolata e poi quasi dalla linea di fondo beffa il portiere tirando di sinistro sul primo palo. Un saggio di pura tecnica da lasciare senza fiato. Miglior interprete del “cucchiaio” – peraltro ad lui inventato – Totti ha mostrato al pubblico di San Siro una perla di ineguagliabile bellezza nel 2005.

Dopo aver rubato palla a metà campo, si dirige verso l’area dell’Inter saltando due avversari che tentano inutilmente di fermarlo, giunto a ridosso della lunetta si inventa una parabola morbidissima che va a scavalcare Julio Cesar, mandando in delirio compagni e tifosi. Da un periodo ben più lontano arriva la leggendaria rovesciata di Gigi Riva durante un Vicenza-Cagliari; la palla spiove in area ma sembra troppo alta per Riva, che in quel momento però si avvita in aria colpendo la palla di sinistro e spedendola in rete. Un’acrobazia straordinaria da parte del più grande bomber italiano.

E che dire del celebre coast-to-coast di George Weah? Il liberiano del Milan inaugurò la stagione 1996-1997 con un gol fantastico al Verona: prese palla nella propria area dopo un corner degli avversari e si lanciò a tutta velocità verso la porta opposta, saltando con destrezza e rapidità tre giocatori scaligeri per poi trafiggere il portiere con un destro rasoterra scagliato appena dentro l’area sul palo lontano. Tutto San Siro si alzò in piedi ad applaudire.